I lavarelli alla salvia e burro in "Il pretore"


 Il pretore

Un film di Giulio Base. Con Francesco Pannofino, Sarah Maestri, Mattia Zàccaro Garau, Eliana Miglio, Carlina Torta, Carlo Giuseppe Gabardini, Massimiliano Cavallari, Debora Caprioglio.
 


Il progetto nasce dal desiderio di voler celebrare il centenario della nascita di uno tra i più eleganti e talentuosi narratori del novecento, Piero Chiara.
Acuto ritrattista, che ha popolato la sua città Luino e il lago Maggiore, come la vicina Svizzera, di caratteristici personaggi: bellimbusti, seduttori attempati, perdigiorno, piccoli impiegati, giocatori, zitellone, donne sensuali alle prese con amori di straforo ed intrighi da seminterrato. Lui, che grazie ai suoi romanzi ha reso celebre la sua terra natia vendendo centinaia di migliaia di copie a titolo e che attraverso le pellicole tratte proprio da questi ha reso eterni tali scenari.
Il romanzo è ambientato essenzialmente nei primi anni 1930 e narra la vita di Augusto Vanghetta, già studente di legge presso l'Università di Pavia, laureato fortunosamente nel 1915, per sei anni praticante notaio, poi elevato alla carica pretore grazie alla Legge Mortara (ideata dal ministro Lodovico Mortara per rinforzare le fila della magistratura, decimata dalla Prima Guerra Mondiale, mediante l'apertura dell'accesso alle relative cariche a tutti i laureati iscritti da almeno 5 anni all'albo degli avvocati e notai) e infine insediato, dopo esperienze a Cantù e in Piemonte, nell'ameno borgo valcuviano di Cuvio. Egli ha circa cinquant'anni di età e non è certo attraente: basso, tarchiato, grassottello e barbuto, ma possiede delle inconsuete virtù di virilità, grazie alla quale, unita al prestigio della sua carica, riesce ad attrarre e sedurre donne di ogni età e di ogni estrazione sociale, sposate e nubili, belle e brutte. In aggiunta, frequenta abitualmente i bordelli di tutto il nord Italia. A far le spese di questa vita libertina è essenzialmente sua moglie, Evelina Andreoletti, brianzola d'origine, di vent'anni più giovane del Vanghetta, il quale l'aveva sposata anche e soprattutto per la ricca eredità di cui era unica beneficiaria. Costei, in origine donna bella ed attraente, a fianco di cotanto marito langue e sfiorisce sempre più, provata dalla solitudine e dai continui tradimenti. Tale deperimento le impedisce di avere figli, sicché il coniuge stesso (dopo averla fatta visitare da svariati medici) si rassegna a considerarla sterile ed ormai pressoché moribonda. Non solo: coglie il pretesto per lanciarsi con vieppiù ardore nella sua attività di "seduttore seriale"......
 
 Lavarelli alla salvia e burro
 
Ingredienti:
 
lavarelli (n° 4, di c.a 250 g ognuno), 
burro (100 g), 
farina di frumento (50 g c.a), 
salvia (4 foglie), 
sale(q. b.), 
a piacere limone in spicchi
 
Preparazione:
 
Pulire, squamare, lavare con cura i lavarelli e asciugarli. 
Salarli dentro e fuori e infarinarli 
Sistemarli, in un solo strato, in una teglia da forno o in una pirofila 
Far sciogliere il burro in un padellino, senza farlo friggere, e versarlo sui pesci, unendo le foglioline di salvia Far cuocere nel forno ad 200° C per un quarto d’ora, senza girarli, ma irrorandoli spesso con i grassi di cottura 
Portarli in tavola ben caldi, dentro la stessa teglia e irrorandoli, a piacere, con qualche goccia di succo di limone.


Articolo tratto da: Private Club Cucinafilm - www.cucinafilm.it - http://www.cucinafilm.it/public/
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