Araldo Gennaro - "Il coraggio e la paura"


 

Sesta parte - 15 dicembre 2017



Il coraggio e la paura - sesta parte - 15 dicembre 2017

caparco.g@tiscali.it 

Col dito sul naso, si avvicinò al medico responsabile del pronto soccorso

- Sono stato io che l’ho spinto a fare quello che ha fatto, io che l’ho fatto correre all’andata e al ritorno, io ho scelto di andare con lui, perché sapevo quello che facevo, sapevo che non aveva paura di niente, hai capito?

L’altro lo guardava sorpreso e preoccupato

- E se non fosse stato per lui, la bambina sarebbe morta, hai capito adesso?

Balbettando

-Ma, il protocollo?

Era furioso il primario

- Sei un imbecille e il protocollo te lo puoi ficcare a quel posto, se non avesse preso quella strada al ritorno, pericolosissima,  avremmo avuto adesso un corpo in più all’obitorio, bestia!

E così facendo, sbatte i pugni sul tavolo, che saltarono il telefono e la lampada.

- Hai capito, adesso?

Tutti fuori l’avevano sentito, infermieri, medici, persone presenti,ausiliari, poi con un’aria più tranquilla, mi venne vicino

- Grazie Dino, ce l’abbiamo fatta, la bambina è viva, anche per merito tuo.

Mi abbracciò e me ne andai.

Ero colpito, ma contento!

Colpito dai rimproveri che non meritavo, colpito per esserci riuscito, ma ora ero senza forze, per fortuna che era la fine del turno, arrivai a casa contento per le parole degli infermieri e degli altri autisti delle ambulanze che avevano seguito tutto, tramite la centrale operativa, non ebbi nemmeno la forza di fare colazione con Maria, che dopo essermi fatto una doccia, crollai sul letto in un sonno profondo.

Dormii così profondamente che non sentivo nulla, mi svegliai verso le 18.00, Maria mi aspettava

- Leggi il giornale

- No, ti ringrazio, ho bisogno di fare una doccia lunga come la cascata del Niagara.

Sorrise

- Vieni qua, leggi!

E mi diede il giornale, c’era un trafiletto nella pagina regionale, evidenziato in rosso

“Bufera all’ospedale. Rimosso il responsabile del 118, per incapacità manifesta”

Veniva riportato l’episodio che avevo vissuto nella notte, di tutte quelle belle parole, che raccontavano anche quello che avevo fatto, “la bambina operata urgentemente dal primario di cardiologia è salva”, ecco la cosa importante,

Ero diventato rosso come un peperone!

- Sei soddisfatto?

- Si, non mi aspettavo tanta pubblicità.

Lo dissi, e lo credevo veramente

- Ma non è finita qui!

Che altro era successo? La guardavo, ma sorrideva, tirai un sospiro di sollievo

- Mentre dormivi sono arrivati i carabinieri

Come? I carabinieri?

- Si volevano parlare con te.

Oh Dio, e ora?

- Perché non mi hai svegliato?

- Non ce n’è stato bisogno, era un Generale dei carabinieri che ti voleva conoscere.

Un Generale dei Carabinieri? Stramazzai su una sedia

- E perché?

- E’ venuta Marta con il giornale, lo stavamo commentando, quando hanno bussato i carabinieri e hanno chiesto di te, ho fatto chiedere perché, e mi hanno detto che c’era il loro Generale in auto e voleva conoscerti, ho detto di farlo salire, e gli ho spiegato che eri arrivato così stanco e non avevi nemmeno fatto colazione per andare a letto e dormire, ha visto il giornale, e mi ha detto che quella bambina è sua nipote e il primario che l’aveva operata era suo cognato e gli aveva raccontato tutto, voleva solo conoscerti e ringraziarti. Ho detto a Marta, di venirti a chiamare, ma lui l’ha fermata, dicendo che sarebbe ritornato un altro giorno, Poi ha visto la foto che abbiamo scattato alla festa di Rodolfo, mi ha chiesto di indicarti, l’ho fatto e ha esclamato, “ma è uno chef!”

Ero sempre più interessato

- Era! Ho detto, e lui “come era?”, allora gli ho raccontato tutto, per filo e per segno, non aveva parole, mi ha ringraziato ed è andato via, mi ha lasciato questo biglietto con i suoi numeri di cellulare.

“Generale dei carabinieri Area Nord Ovest – Dott. Dell’Omo, n.cell. 331 1844…. – 329 3562……”

Azz!!

Non avevo parole, Maria se ne rese conto, nel frattempo aveva preparato la cena che divorai

- Sono contento per la bambina

- Anch’io, mi ha telefonato Matilde, appena letto l’articolo, ti manda un bacio e ha detto “Non avevo dubbi!”.

Ero contento!

Eravamo arrivati quasi a fine giugno, il mio contratto scadeva alla fine del mese, i turni che facevo era massacranti, come tutti i miei compagni autisti, ma non mi lamentavo, erano passati quindici giorni dalla venuta del Generale, non lo avevo chiamato per pudore, ma mi aspettavo da un momento all’altro la sua visita.

Si la sua visita, ma non che fossi convocato in caserma dei carabinieri!

Smontai dalla notte, ero ancora in tuta, notai immediatamente l’auto dei carabinieri, sotto casa, li per li, mi preoccupai per Maria, speriamo che non le sia successo nulla, corsi all’ingresso, c’era un ufficiale

- Lei è il Signor Dino …………

Dissi di si e stavo per aprire la porta

- Dovrebbe seguirci!

Non era un consiglio era un ordine, guardai sopra si era affacciata Marta

- Tutto bene, Maria?

Lei era preoccupata, si vedeva

- Si, sta bene, ma tu dove vai?

L’ufficiale rispose per me

- In caserma, in città!

E mi fece entrare in auto, non accesero nessuna sirena e già questo mi tranquillizzò, chiedere il perché, era inutile, loro per me sono stati sempre sacri, se vogliono parlarmi è successo qualcosa, quindi aspettiamo.

L’ufficiale stava seduto di fianco e ogni tanto mi guardava, notavo che ero leggermente sorpreso, ma tranquillo. Dopo pochi minuti entrammo in caserma. Scendemmo e mi fece strada, entrai in una stanza enorme, piena di gagliardetti e trofei, poi entrò una persona sui cinquanta anni, invece di andare alla scrivania, mi porse la mano

- Sono il Generale Dell’Omo

Ecco perché? Risposi

- Piacere di conoscerla.

E lui

- Il piacere è tutto mio, la ringrazio per quello che ha fatto alla mia nipotina, mia nuora ha partorito cinque giorni fa, un maschietto, per questo non sono riuscito a parlarle prima per ringraziarvi.

Ero sorpreso e contento

- Auguri a sua nuora, ho notato la gravidanza, ma sua nipote ha avuto la priorità.

Sorrise e mi fece accomodare

- Ho saputo dalla Signora Maria, diverse cose, ed è per questo che appena ricevuto delle notizie , ho inteso chiamarvi con urgenza.

Iniziai a preoccuparmi

- Il sindaco che così maldestramente e in modo anomalo ha trattato la sua pratica, potrebbe essere incriminato per “abuso d’autorità”, non avendo fatto altri controlli se non nella sua persona, per ragioni personali, ma per poter procedere dovrei avere una denuncia, lui è già al corrente che noi abbiamo fatto indagini su di lui, per quello che vi è accaduto.

Ero un poco buffo con quella tuta rossa insieme ad un Generale in uniforme, aveva commentato la notizia sul sindaco con una tranquillità estrema, la stessa che stranamente sentivo dentro di me, aspettava di sapere se ero intenzionato a denunciarlo o meno, aveva le prove, quindi sapeva tutto, avrei potuto vendicarmi, mi aveva distrutto, ma poi mi dissi, a che pro? a farmi odiare di più? sicuro che non sarei stato capito, con la stessa tranquillità risposi

- Il passato è passato, tra un mese tutta questa brutta avventura, sarà un ricordo brutto, ma solo un ricordo, io sto bene qui, ho intenzione di portare avanti la Trattoria della Signora Maria, come stavo facendo prima e meglio di prima, so che sarà difficile capirlo, ma la ringrazio, non è mia intenzione denunciarlo.

Tutto questo lo dissi fissandolo negli occhi, mi aspettavo una nota di disapprovazione, che so? Una reprimenda, ma nulla, mi guardò solo

- La capisco invece, e sono poche le persone che al posto suo, non avrebbe perso l’occasione di vendicarsi, questo le fa onore e non fa altro che completare il quadro che mi ero fatto su di lei, sarà mia cura trovare la forma e il modo per far conoscere la sua decisione.

Ero sbigottito, poi lo vidi prendere una busta arancione grande, me la porse

- Apritela!

Mi tremavano le mani, raddrizzai la clips che la teneva chiusa, e non potevo credere ai miei occhi, era il diploma dell’aggiornamento che avevo effettuato a Treviso, con validità quinquennale, si vedevo che tremavo, il foglio ondeggiava

- Si, contestualmente, mio genero che è il Presidente della Regione Veneto, dopo aver appreso da me quello che le era capitato, ha effettuato le sue indagini con il nostro aiuto, e anche qui è stato fatto un abuso, e per questo si procederà d’ufficio, ha preteso e ottenuto che il verbale delle sue risposte all’esame venisse controllato, da un altro Direttore della Asl, giudicato conforme e regolare, ha emesso il decreto che ha in mano, per la durata di cinque anni a partire da oggi, mi è arrivato tramite corriere da Treviso.

Ero confuso e contento, riuscii a dire solo

- Grazie, grazie, mi avete ridato quello che mi avevano tolto, non ho parole.

Si alzò, volle abbracciarmi

- Per qualsiasi cosa, sono a vostra disposizione.

Ed io

- Sarei onorato di avervi come miei ospiti, appena riprendo le redini del locale.

Mi guardò divertito

- Ci saremo!

- Grazie.

Chiamò l’ufficiale che era dietro la porta e mi fece riaccompagnare a casa.

Invece di salire, come avevo previsto di fare e dare la buona notizia a Maria, decisi di passare al negozio di cornici che stava li vicino, il signore mi conosceva perché era un nostro cliente fidato, appena entrai

- Buongiorno Signor Dino, non vedo l’ora di rivedervi in cucina, non è più come prima la trattoria.

Sorrisi

- Non vi preoccupate, che tra poco mi troverete di nuovo ai fornelli, proprio per questo sono venuto, vorrei che mi incorniciate adesso questo

E gli passai il Decreto, lui lo lesse e dal suo volto traspariva la felicità, con poche e abili mosse, trovò la cornice giusta con il vetro davanti e una custodia in raso rosso, lo pagai, non voleva, ma lo feci lo stesso, di fianco c’era una fioraia, presi un mazzo di rose rosse e un orchidea, poi sali su in casa.

- Maria, Marta, dove siete.

Urlai dall’ingresso

- Siamo qui, che succede?

Me le ritrovai sul pianerottolo superiore, preoccupate, abbracciai forte Maria e poi Marta,  poi senza attendere le loro domande, scarrozzai Maria nel salone, e le diedi in ginocchio il raso rosso

- Guarda!

Contemporaneamente, diedi le rose a Maria e l’orchidea a Marta.

Diventò di mille colori, ebbi paura che le potesse accadere qualcosa, Marta corse a prendere un bicchiere d’acqua, e lei non riusciva a parlare,  diede il decreto a Marta e volle che l’abbracciassi forte

- Te lo meriti, ma come, quando?

Mi accoccolai a terra e raccontai tutto. Erano la meraviglia fatta persone, Marta chiamò Matteo, che ci raggiunse, Maria chiamò Chan e diede la bella notizia. Fu la prima volta che Matteo vedeva la nonna del suo amore, fu bello vedere come Maria lo accolse, e loro due dissero che finalmente avevano  deciso di sposarsi, ora che riprendevo le redini della trattoria, l’avrebbero fatto a fine agosto, festeggiammo tutti brindando con lo spumante che inaspettatamente arrivò sul tavolo portato da Chan che stava giù in cucina, felice e sorridente per me.

Chan scese per andare al mercato, Marta e il suo amore dopo la benedizione della nonna andarono via felici, rimanemmo solo io e Maria, ma prima di rilassarmi, dovevo fare una telefonata, e chiamai Suor Matilde raccontando tutto, fu felice per me, e mi disse “Il Signore ha ascoltato le nostre preghiere, ti saluta Suor Agi che è con me in viva voce”.

Mi telefonò Chan, stava al mercato, si era sparsa la notizia, era stato il titolare del negozio di cornici a diffonderla, e tutti erano contenti del mio ritorno.

Finalmente mi ero tolto la giacca del 118, guardavo il decreto

- Ora che pensi di fare?

Era Maria, la saggia

- Mancano pochi giorni alla fine del mio contratto, continuerò a fare il servizio al 118, anche per non licenziare il cuoco che abbiamo assunto, poi dall’inizio di luglio, inizierò ad organizzarmi seguendo quelle linee che ti avevo già proposto.

Era soddisfatta, lo sapeva, non avrei lasciato il 118 di punto in bianco, creando problemi

- Ora vai a riposare che ti preparo un bel pranzetto.

E così fu!

Dopo pranzo feci una ricognizione in trattoria, tutto era in ordine Chan lavora bene e in modo silenzioso, passai al giardino, da una porta a vetri artistici che si trovava in fondo alla sala, sale e giardino si fondevano, aveva messo i tavoli come avevo deciso, e anche le coperture dove necessario, feci mentalmente il calcolo che potevano agevolmente stare sedute ottanta persone e a buffet centoventi persone, più i posti nella sala raggiungevamo altri sessantacinque posti. Era notevole!

Ritornai sopra e mi misi alla scrivania a lavorare, mentre Maria lavorava ai ferri qualcosa di lana, eravamo così immersi a lavorare con una musica dolcissima in sottofondo che trasalimmo, quando sentimmo suonare il campanello, rispose Maria

- Come? Un attimo.

Si rivolse verso di me

- Giù c’è il sindaco con sua moglie.

Il sindaco? Cosa voleva da me, ora? Presi il citofono

- Mi dica

- Può scendere?

- Perché?

- Dovrei parlarle.

Guardai Maria, mi fece segno di farli salire

- Vi apro, salite!

Silenzio

- Va bene!

Aprii il portoncino d’ingresso e li attesi sul pianerottolo

- Scusate per l’ora, potrei parlarvi in privato.

Lo guardai, non provavo nulla, ne rabbia, ne altro

- Venga qui, io non ho segreti per la Signora Maria.

E li condussi nel salone, erano manifestamente imbarazzati, Maria sembrava un toro su una sedia a rotelle, mancava poco che le uscisse il fumo dalle orecchie

- Buonasera, tu –  indicando verso il sindaco – che sei venuto a fare?

Diventò rosso e fece per andarsene, seguito dalla moglie

- Fermatevi, Maria, sono ospiti, ascoltiamoli.

Non si era calmata per nulla

- Va bene!

Li feci accomodare a tavola, poi sparii in cucina per riapparire con dei dolcetti, dell’acqua e del liquore, volevo dare il tempo, anche perché mi iniziava a montare una certa rabbia

- Prego, prendete,  siamo stupiti della vostra venuta, posso chiedervi il perché?

La moglie prese un dolcetto, era una bella signora l’avevo già vista al locale quella volta con la figlia, ed era la sua copia, Rosa, lui si schiarì la voce

- Hai ragione Maria ad essere arrabbiata con me, ho fatto una cosa sbagliata ed è per questo sono venuto, chiedendo a mia moglie, che conosci molto bene, di accompagnarmi perché non avevo il coraggio di venire da solo.

- Non avevo dubbi, dopo che ho sentito che c’era pure Annamaria!

Fu la risposta!

Poi rivolto a me

- Ti chiedo scusa, ho sbagliato! Ho saputo per via informale quello che hai fatto oggi alla caserma dei carabinieri, il generale mi ha convocato nel pomeriggio e informalmente me l’ha comunicato, non riuscivo a crederci e dico la verità, grazie, non mi aspettavo che dopo averti fatto tanto male, avresti reagito così nei miei confronti, mi aspettavo da un momento all’altro la denuncia e il relativo procedimento, ma non questo, ecco perché sono venuto, ti chiedo di perdonarmi, ho sbagliato, anche con mia figlia che non vuole perdonarmi. Grazie.

Gli era costato tanto, e lo si vedeva, era sinceramente dispiaciuto ed io ero sorpreso, molto sorpreso

- Sapete, in questi mesi la domanda che mi facevo e  non aveva risposta, era sempre la stessa, perché? Perché, mi dicevo, l’avete fatto. Non mi conoscevate, avevate gradito la mia cucina, eravate così cordiale quella sera, perché? Avete ragione, oggi mi è stata data l’opportunità di “vendicarmi” ma non ho voluto, sono giovane ma non credo che rispondere con una denuncia nei vostri confronti avrebbe risolto tutto, e poi penso che nella vita si può sbagliare e la vostra venuta mi ha dato ragione, avete sentito l’esigenza di venire qui da me, potevate pure evitare, ma l’avete fatto. Ma la risposta a quel perché la pretendo!

Era spiazzato

- Perché sono un padre, perché quando ho saputo da mia moglie quello che Rosa aveva detto su di voi, ho avuto paura! Ecco, dove ho sbagliato, e come risultato, sono quattro mesi che mia figlia non vuole parlare con me, non è venuta una volta da quando sta a Roma a quel maledetto master a cui l’avevo iscritta senza che lei lo sapesse, per allontanarla da voi. E’ stata la paura quello che mi ha spinto, sbagliando. Non potrò mai dimenticarlo, mi è servito da lezione, per la vita futura, bisogna avere coraggio, con la paura si può solo sbagliare, come ho fatto io.

Stavolta era crollato sul serio, vedevo gli occhi erano pieni di lacrime, la moglie cercava di consolarlo, mi alzai, lui fece altrettanto

- Non sono padre ancora, ma vi capisco.

E lo abbracciai. Annamaria e Maria applaudirono e il sindaco rispose al mio abbraccio con vigore, ringraziandomi ulteriormente, vollero congedarsi e l’accompagnai fino all’ingresso.

Maria

- Hai avuto coraggio figlio mio!

Ero emozionato

- Era un padre distrutto, tutti dobbiamo avere una seconda opportunità!

La mattina successiva, andai in agenzia per avvertire che a fine mese non avrei chiesto il rinnovo del contratto, furono dispiaciuti, sapevano che l’Azienda sanitaria Locale stava sul punto di emettere un bando per contratto a tempo indeterminato ed erano certi che partecipando avrei avuto buone possibilità di vincerlo.

Anche i miei compagni furono dispiaciuti, ma erano contenti per me, sapevano quando tenevo alla trattoria e alla cucina.

Quei giorni passarono veloci, più volte andai a visitare la bambina che era ancora ricoverata, mi promise che sarebbe venuta con i genitori in trattoria, ringraziai il padre per l’interesse dimostrato nei miei confronti, mi rispose che era lui che doveva ancora una volta ringraziare perché avevo fatto scoprire un commercio illegale e incostituzionale.

Raccontai a Marta quello che aveva fatto e detto il padre di Rosa, sicuro che avrebbe messo al corrente la sua amica, Matteo veniva più spesso a trovare Maria, e lei era contenta.

Decisi di iniziare con la prima delle mie iniziative che avevo in programma, la settimana regionale, preparai i menu per tutta la settimana, sempre e comunque un solo servizio quello della sera, feci stampare dei volantini, Chan disse che avrebbe provveduto lui e i suoi amici a farlo conoscere in città, la prima regione era la Sicilia.

Al mercato feci provviste e colsi l’occasione per far circolare la voce che da quel lunedì, iniziava questo nuovo corso della trattoria, a prezzo fisso escluso le bevande, non feci caso che una persone era in ascolto ed era molto interessata.

 

Tornammo in trattoria io e Chan e ci mettemmo all’opera, il menu della sera prevedeva



Articolo tratto da: Private Club Cucinafilm - www.cucinafilm.it - http://www.cucinafilm.it/public/
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